Esodati, pensione, prepensione e polizze vita

25 settembre: entro questa data poco più di 10.000,00 esodati, privi di reddito e di pensione, potranno e dovranno presentare domanda di salvaguardia per poter ricevere un reddito pensionistico da settembre 2014, se fortunati.
A questi 10.000,00 presto si aggiungeranno altri 6.500 licenziati individuali così come deciso con l’ultima salvaguardia varata dal governo Letta, mercoledì 28 agosto 2013, anche se non è ancora chiaro chi potrà rientrarvi fra tutti i 390.000 italiani senza stipendio e senza pensione.
Ai fortunati 10.000,00 non resta poi che augurare “buona fortuna” circa i tempi in cui questa salvaguardia li porterà a ricevere una pensione.
Ad oggi, infatti, su 130.130 casi presi in carico dall’Inps con le precedenti salvaguardie soltanto 11.384, hanno concluso il lunghissimo iter che gli ha portati alla pensione.
11.384 è solo l’8% dei salvaguardati che han presentato domanda, e meno del 3% di tutti gli esodati stimati dall’Inps.

Pertanto se siete esodati potrebbe accadervi come Elide che uscita dal lavoro a 58 anni con uno stipendio da 1.800,00 euro al mese, ora deve aspettare sette anni per ricevere, forse, la pensione.
Potete leggere la sua storia nell’articolo a articolo pa. 11 del Corsera  di venerdì 30 agosto, a firma di Valentina Santarpia.
Nella stessa pagina trovate anche un altro articolo a firma Santarpia da cui ho estratto quanto appena scritto, ed un articolo di Elisabetta Rosaspina sulla riforma pensionistica francese, che raggiungerà i nostri stessi parametri attuali solo nel 2035.
Questo per capire come siamo messi male a livello previdenziale, sia come nazione, sia come individui, e della insostenibilità del nostro sistema pensionistico.

Per questo motivo, vi invito a ragionare e pianificare in modo da crearvi

Consapevoli o inconsapevoli sappiamo tutti che oltre la pensione avremo da finanziare mille sogni ed altrettanti bisogni.

L’’unica soluzione ci pare quella di mettere da parte più soldi possibile, e pertanto cerchiamo di guadagnare ogni anno il più possibile, rischiando sia di non guadagnare sia di perdere il capitale.
Per la previdenza, ahimè, questa è una soluzione errata: la demografia è più forte della finanza.
L’unico modo per pareggiare con la demografia (batterla non si può) è sottoscrivere una polizza pensionistica con

 il calcolo della pensione effettuato e fissato inderogabilmente subito, al momento della firma, e scritto nero su bianco nelle condizioni contrattuali della polizza vita.

Sono rare, in via di estinzione (anche le compagnie fanno fatica a battere la demografia) e, con sempre maggiori restrizioni, ma esistono ancora, forse ancora per poco ma esistono: affrettatevi.

Una di queste è “Valore“, ovviamente di Allianz, e per sottoscriverla potete contattare me:

.

A presto e buona vita

Eligio

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A che età andrò in pensione?

Che la pensione pubblica fosse una scommessa a favore dello Stato e per illudere i cittadini
è evidente sin dall’origine dei sistemi previdenziali, come splendidamente illustrato nel video
“La trappola pensionistica di Bismarck”.

Si racconta, infatti, che il termine iniziale dei 70 anni fosse il numero suggerito a Bismarck dagli attuari dell’epoca, in risposta alla sua domanda:  “A che età sono tutti morti, secondo la statistica?”
Per questo motivo, vi invito a ragionare e pianificare in modo da crearvi

  • sia una pensione integrativa,
  • sia una prepensione.

La pensione integrativa perché la pensione pubblica sarà pari al 50% del vostro reddito di lavoro:

se non mi credete fatevi fare il calcolo direttamente dall’Inps, o fate da voi seguendo la procedura illustrata nel post

“Inps on line: pensione e montante contributivo”.
La prepensione perché probabilmente ci saranno 5, 7 o 10 anni di intervallo tra

  • la cessazione del nostro lavoro (per scelta, per necessità o imposta da altri)
  • e l’ambita e meritata pensione.

Potete verificarlo utilizzando questo semplice schema pubblicato sul Corsera.

Consapevoli o inconsapevoli,

sappiamo tutti che avremo da finanziari mille sogni ed altrettanti bisogni.

La  soluzione più ovvia, ci pare quella di mettere da parte più soldi possibile e, pertanto, cerchiamo di guadagnare ogni anno il più possibile con i nostri investimenti finanziari.
Per la previdenza, ahimè, questa è una soluzione errata:

la demografia è più forte della finanza.
L’unico modo per pareggiare con la demografia (batterla non si può) è sottoscrivere una polizza pensionistica con il

calcolo della pensione effettuato e fissato inderogabilmente subito, al momento della firma.

Sono rare, in via di estinzione (anche le compagnie fanno fatica a battere la demografia) e, con sempre maggiori restrizioni, ma esistono ancora, forse ancora per poco ma esistono: affrettatevi.

Una di queste è “Valore“, ovviamente di Allianz, e per sottoscriverla potete contattare me:

.

.
A presto e buona vita

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INPS: calcolo pensione per i nati prima del 31.12.1955

Una buona notizia per i nati prima dl 31 dicembre 1955.

Se siete “over 57 years old”, e siete lavoratori autonomi o dipendenti iscritti all’Inps,

potete vedere on line la data ed il calcolo presuntivo della vostra pensione.

Per farlo dovete essere in possesso del codice INPS PIN ON LINE.

Collegandovi al sito Inps, dovete:

  • accedere alla votra pagina personale inserendo codice fiscale ed il Pin Inps;
  • cliccare su “Fascicolo previdenziale del cittadino”;
  • nel Menù del Casetto Previdenziale del Cittadino, cliccate su “Posizione Assicurativa”
  • si apre un sotto menù che include “Calcolo Pensione”, cliccateci su  e…
  • … auguri!  

Se non siete ancora in possesso del codice PIN, potete leggere come fare consultando  i paragrafi

REGISTRAZIONE e CONSULTAZIONE  all’interno dell’articolo

INPS ON LINE: PENSIONE E MONTANTE CONTRIBUTIVO.

Grazie della lettura e buona vita

Eligio

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