IL CRACK DEL SISTEMA ECONOMICO-FINANZIARIO MONDIALE: COSA FARE?

Premessa: io credo che a livello “mondo” troveranno un loro equilibrio sia il sistema economico sia, e soprattutto, il sistema finanziario, evitando un collasso dell’economia e della finanza.

Premesso questo, visto che io non sono un indovino, e constatato che molti risparmiatori ed altrettanti operatori sono spaventati da questa probabilità, è doveroso che, in qualità di promotore finanziario, vi suggerisca una strategia che favorisca la continuazione del vostro tenore di vita, anche in questa assai poco probabile ipotesi.

Il crack mondiale di finanza ed economia spazzerebbe al vento tutti i miei 30 anni di studi e professione, pertanto, io alzo le mani, e mi associo e vi riporto la soluzione prospettata da Marco Liera su Plus24, il supplemento del Sole24Ore del 26 novembre 2011, in piena bufera finanziaria. In risposta ad un risparmiatore che chiede cosa fare per avere meno danni possibile, Liera scrive:

“Di fronte allo scenario Armageddon … mi viene in mente un solo investimento “sicuro”:

terreni agricoli recintati con vigilanza armata 24 ore su 24. Soltanto nell’ipotesi però che i frutti della terra siano sufficienti a mantenere costantemente lei, la sua famiglia e le guardie, a prescindere da siccità e inondazioni….”

Pertanto, se siete catastrofisti è inutile che teniate nel materasso, in cassaforte o in una cassetta di sicurezza, i vostri euro, dollari, franchi svizzeri, oro e gioielli.

Se cambia tutto e si torna al baratto,

quale sarà la merce di scambio universale accettata da tutti, come moneta? L’acqua? Il sale? Il grano?

Lascio a voi le risposte.

Io mi concentro su come avere meno danni possibili all’accadere di eventi più probabili,

e non per questo meno disastrosi.

Un esempio?

IL CRACK DELL’EURO E DEL SISTEMA OCCIDENTALE: COSA FARE?

Buona vita

Eligio

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Pubblicato da eligiobosco

Il sistema finanziario è un mezzo per arrivare al nostro futuro: bisogna utilizzarlo a nostro vantaggio e non farci utilizzare o condizionare la vita dai mercati e dai loro andamenti. Nel 1989 ho fatto il mio primo acquisto titoli (tutti i miei soldi e qualcosa in prestito su un solo titolo della borsa italiana: che folle!) e da allora ho continuato ad occuparmi di finanza, di banche e di previdenza, dapprima come privato e poi come professionista. Consapevole che il rischio è dappertutto, cerco di evitare i rischi inutili e resto fortemente convinto che: il buon camminatore arriva e, quindi, per tutelare il proprio benessere finanziario bisogna essere "buoni", ossia disciplinati, “camminare” ovvero fare e, soprattutto, avere una meta a cui arrivare.

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