Houston è stato il quartier generale della missione Apollo 13.
Houston è stato il quartier generale della missione Obama 2013.
Le analogie non finiscono qui.
“Houston, we have a problem “, gridavano i piloti che cercavano di governare e far rientrare sulla terra una navicella persa nell’immensità cosmica.
“Houston, we have a problem “, gridano i piloti che cercano di governare e far rientrare nel piccolo mondo un’economia persa in un indebitamento cosmico.
Nel 1970 era in gioco la sopravvivenza dei piloti e dell’industria aerospaziale americana, la più solida, la più spavalda, nonché la meglio finanziata e con una prospettiva di crescita infinita.
Oggi è in gioco la sopravvivenza dei cittadini degli Stati sviluppati e degli Stati stessi, i più solidi, i più spavaldi, nonché i meglio finanziati e con una prospettiva di crescita infinita.
I piloti dell’Apollo rischiavano di morire per intossicazione da Co2;
i paesi sviluppati ed i loro cittadini rischiano di morire per intossicazione da eccesso di debito.
Com’è andata finire nel 1970? Il problema dell’Apollo, l’hanno risolto così: creatività in azione.
Come andrà finire per noi? Non abbiamo forse lo stesso problema di dover far rientrare
“un debito al quadrato” in un “buco di economia”?
Forse per risolverlo possiamo fare come alla Nasa:
- tutti insieme e all’unisono dobbiamo metterci intorno ad un tavolo;
- dimenticare tutto quello che abbiamo imparato e che è alla base dei nostri pregiudizi, delle nostre idee, delle nostre tecniche e delle nostre professionalità;
- tutti insieme e all’unisono dobbiamo buttare sul tavolo tutto quello che abbiamo di concreto;
- osservare attentamente ciò che c’è sul tavolo, sezionarlo, romperlo e trovare una soluzione di sopravvivenza utilizzando solo quello che c’è realmente sul tavolo assemblando componenti pensate e realizzate per scopi completamente differenti.
Questo vale sia per le economie degli Stati, sia per le nostre economie domestiche:
la nostra famiglia, la nostra professione, il nostro lavoro, il nostro patrimonio.
L’Apollo 13 è ricordato come un fallimento del sogno della “conquista dell’universo”,
ma l’equipaggio salvò la vita ammarando nel mar del Giappone.
Certo il salvataggio dei piloti fu incerto fino alla fine, attraversando fasi di speranza e di terrore.
L’Economie Occidentali hanno fallito nel sogno di “conquista del benessere”,
ma sono ancora in tempo per salvare popoli e stati appantanandosi come l’economia del Giappone.
Certo il salvataggio sarà lungo ed incerto, attraversando fasi di Tregua e Terrore.
Il fallimento dell’Apollo 13 fu nei danni economici, finanziari, occupazionali, politici, amministrativi, reputazionali scientifici, che furono notevoli sia immediatamente sia negli anni successivi.
Tutta la missione “conquista dell’Universo”, fu rivista con tagli ai finanziamenti sia per l’industria, sia per l’apparato statale, sia per la ricerca scientifica ed universitaria dedicata a questo progetto.
Oggi, l’industria aerospaziale americana, e la reputazione delle Università e degli scienziati americani è di nuovo al top del mondo, anche se è venuto meno il sogno che immaginava
l’uomo padrone dell’universo.
Il fallimento delle economie occidentali farà danni economici, finanziari, occupazionali, politici, amministrativi che saranno notevoli a seguito delle riforme di Economia, Finanza, Lavoro, Politica, Pubblica Amministrazione, Scuola ed Università.
Dopo le riforme, le economie occidentali, Italia in primis, ripartiranno.
Della ricchezza che la ripartenza genererà, se ne approfitterà chi avrà riformato con grande creatività, sia esso Stato o famiglia.
Per questo, vi invito a leggere per intero l’articolo di Gian Arturo Ferrari,
“Dall’irresistibile impero del consumo alla democrazia dell’intelligenza” , (Corsera 11/11/2012), da cui è tratto quanto segue:
“… si tratta di… passare in rassegna con occhio limpido le congerie di cose in cui mettiamo denaro – pubblico e privato -, di eliminare quelle palesemente inutili – pubbliche e private -, di stabilire un chiaro ordine di priorità tra le restanti –pubbliche e private-sapendo che ogni destinazione ha un suo perché, ma che non tutte possono stare insieme al primo posto……”.
Buona vita
Eligio